Giugno 2012
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Maggio 2012
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Poesie da decubito: Non siamo →
decubito:
*Poesia nella quale il poeta fa la spremuta col frutto del suo seno, gesù
Non siamo niente non siamo una cosa che si possa guardare da fuori e ammirare nemmeno un ricordo di qualcuno che parte e si appoggia a una fronte, un bancone per ricordare qualcosa di forte
siamo accaduti …
un'idea di amore
essere tenuti per mano in un sonno d’angoscia.
il blu di fabio donalisio
proprio nel fondo del dipinto di ___ oltremare, dove si suppone armate prussiane andassero a naufragare, c’era questo cielo (di sempre, ma non così alto) cielo un po’ come sperare, come poter dire ancora vado devo andare verso un là che si vorrebbe qui, un qualche tu cobalto prima del punto di congelamento al confine astratto di una qualche sfera, lassù
fabio donalisio
un posto da frequentare spesso: A Piece of Monologue.
Non so se finii col parteggiare per gli accademici [rispetto agli scrittori del...
– Elif Batuman, I posseduti. Storie di grandi romanzieri russi e dei loro lettori (Einaudi, 2012)
quando le persone mi dicono “quello è carattere, però. in realtà le competenze le ha, è bravo/a”, mi saltano i nervi. lavorare non ha mica a che vedere solo con le competenze, brutti idioti!
mi interessa il tempo così gonfio e inventato mi graffia il gesto solo e sognato il resto, sì, latita storia silenzio della voglia che guarda e vessa città interna che cessa
Fabio Donalisio, in Undicesimo quaderno italiano | Poesia contemporanea, marcos y marcos
ora prendete tutte le cazzate con cui avete maciullato il reale e ve le ricacciate in gola.
che poi, se ogni tanto ti perdi un po’ d’amore, non è mica un costretto dolore. se n’è andato altrove, redistribuito, incanalato, donato, trasformato, quintuplicato. cambiano oggetto e soggetto, ma non l’energia che l’amore si porta appresso.
ti amo grumo di zitta disperanza amo la tua ferma danza la muta lingua della violenza gli spasmi dell’astinenza
ti copro di sperma di rumore seminale del fumo oltre la catastrofe dell’evidenza del male
(e furono visti colare)
Fabio Donalisio, in Undicesimo quaderno italiano | Poesia contemporanea, marcos y marcos
e le poverette.
C’è una colpa sola: non aver la capacità di nutrirsi di luce. Perché, abolita...
– Simone Weil, L’ombra e la grazia (via lospecchioeilcanto)
Aprile 2012
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La vigna Giunse l’uomo spezzato dalla guerra, faceva vino cattivo, era intrattabile: un pomeriggio di settembre la sua donna se lo trascinò in vigna con i bambini. Il rigoglio dei tralci, la brezza più dolce della carezza materna compirono il miracolo: la ricomposta famiglia si sentì felice quale mai sarebbe più stata. Da allora anche la vigna generosa d’un idillico momento di grazia...
«E poi?», chiede Antonia. «Poi niente», dice Mina. «Non va bene?» «Non c’è il finale». «Per me le cose succedono così. Ne succedono alcune e poi altre. Non è che a un certo punto finiscono».
Paolo Cognetti, «La figlia del giocatore» [Una cosa piccola che sta per esplodere, minimum fax 2007]
ho capito: google+ sta a facebook come i pacs (per gli etero) stanno al matrimonio.
cos’è Sottocoperta?
se amate i libri, i progetti grafici dei libri, le copertine dei libri, le quarte di copertina dei libri, è il gioco che fa per voi.
...
elrobba:
Manchi come il gin buono nel Negroni.