Aprile 2012
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La vigna Giunse l’uomo spezzato dalla guerra, faceva vino cattivo, era intrattabile: un pomeriggio di settembre la sua donna se lo trascinò in vigna con i bambini. Il rigoglio dei tralci, la brezza più dolce della carezza materna compirono il miracolo: la ricomposta famiglia si sentì felice quale mai sarebbe più stata. Da allora anche la vigna generosa d’un idillico momento di grazia...
«E poi?», chiede Antonia. «Poi niente», dice Mina. «Non va bene?» «Non c’è il finale». «Per me le cose succedono così. Ne succedono alcune e poi altre. Non è che a un certo punto finiscono».
Paolo Cognetti, «La figlia del giocatore» [Una cosa piccola che sta per esplodere, minimum fax 2007]
ho capito: google+ sta a facebook come i pacs (per gli etero) stanno al matrimonio.
cos’è Sottocoperta?
se amate i libri, i progetti grafici dei libri, le copertine dei libri, le quarte di copertina dei libri, è il gioco che fa per voi.
...
elrobba:
Manchi come il gin buono nel Negroni.
Si può vivere senza musica, senza gioia, senza amore e senza filosofia. Ma mica...
– [Vladimir Jankélévitch] (via l3tsgo)
”Saul, we’re going to get Brody – he’ll never pass the polygraph test.” ”We’ll see.” ”I’ll bet you everything I’ve got – everything! Including my Monk’s Dream signed by Thelonious himself.” ”I prefer Coltrane – not so fussy.”
Carrie e Saul, Homeland, prima serie, episodio 6.
abs0lutelyfree:
i capi che licenziano dovrebbero farlo sparando all’improvviso con la pistola giocattoli coi fulminanti. sarebbe più sorprendente che la chiamata al telefono con la voce triste da actor studio. Pam! ed esce fuori dalla canna il cartello “sei licenziato!”
Mi ami?, e lei se ne sta zitta, guardandolo soltanto, impassibile e distante,...
– José Saramago, Storia dell’assedio di Lisbona (via oubli)